Il Golgo, una gita con i bambini alla scoperta dell’altopiano sardo
LA MONTAGNA SARDA

Pensare alla Sardegna solamente come a un posto di mare è l’errore più grossolano che si possa fare. La Sardegna offre escursioni in montagna che solo poche località sono in grado di dare. L’Ogliastra in questo è un’eccellenza sull’isola sarda. A soli 8 km da Baunei, il paese che ci ospita, c’è l’altopiano del Golgo. Oggi vi portiamo proprio lì.

NIENTE MARE

Ci siamo già fatti parecchi giorni di mare. Visto che è domenica e le spiagge sono affollate, saliamo sull’altopiano.

Il ritrovo è al bar San Pietro per la consueta colazione.

Siamo noi più i nostri amici e soprattutto Thomas e Vitto, gli amici di Valentino.

CATAPULTATI IN UN MONDO NUOVO

Finiamo la colazione saliamo in auto, e percorriamo i tornanti che ci portano a 630 m d’altezza. Tornanti che chi non ha l’auto può fare con un simpatico trenino che parte dalla piazza di Baunei e porta a fare il tour del Golgo.

Subito il paesaggio si apre di fronte a noi. L’altopiano è immenso e all’apparenza privo di civiltà.

Abituati ai nostri ritmi frenetici e alla ‘compressione urbanistica’ che ci circonda quotidianamente, essere qui farà nascere i primi sintomi di agorafobia.

La strada che porta verso il nostro punto d’arrivo viene letteralmente inghiottita dalla macchia mediterranea.

Le curve sono dolci da percorrere in auto e qua e la si possono scorgere capretti, asinelli e maialetti.

IN TANTA DESOLAZIONE TANTO DA VEDERE

Le prime due strade che incrociamo alla nostra destra, portano rispettivamente a:

– Belvedere (punto panoramico che vi consigliamo di raggiungere dopo il tramonto)

– Nuraghe Orgodùri (lo saltiamo per motivi di tempo)

Superato un grande albero che pare tagliato da un giardiniere chirurgo ma in realtà è stato divorato da pecore bipedi, troviamo il bivio per Su Sterru.

SA PISCINAS

Lo imbocchiamo e parcheggiamo in un grande piazzale di terra battuta.

Piazzale Su Sterru

Scendiamo e subito un asinello si avvicina all’auto, tiriamo fuori i bambini dai seggiolini e cominciamo a dar da mangiare il pane secco all’asinello.

Valentino non è per nulla convinto, e dopo una cantilena su quanto è bravo, buono e bello questo asinello, si convince e, a debita distanza, gli tira un pezzo di pane.

Mucche qua e là sono sdraiate, alcune intente a prendere il sole, altre riparate all’ombra.

Valentino sale in groppa e ci incamminiamo come astronauti scesi su un qualche strano pianeta fatto di sassoni tutti tondi incastrati nel terreno.

Percorriamo il sentiero finché non arriviamo a ‘As piscinas‘, delle conche naturali probabilmente modificate nella forma dai Nuragici per aver acqua tutto l’anno. In poche parole si erano fatti la piscina fuori casa.

Ci stupiamo nel vedere una delle ‘Piscinas’ al secco, in tanti anni non c’era mai capitato.

Comunque nelle altre vasche l’acqua è presente e dopo aver constatato che è ‘più verde che non si può’, ci dirigiamo verso Su Sterru.

SU STERRU

Qui il breve sentiero diventa una piccola piazza di terra battuta rossastra. Facciamo scendere dalle spalle i bambini e ci dirigiamo verso l’imbocco di una voragine, la Voragine Su Sterru.

Alta 280 m è la voragine a campata unica più alta d’Europa.

Leggenda narra che qui viveva un drago che terrorizzava i pastori del Golgo.

La prima cosa che facciamo è far lanciare un sasso a Valentino per verificare l’effettiva altezza della voragine con il metodo “sento quando arriva e a spanne sparo un numero”. Metodo che la comunità scientifica non riconosce.

I tiri non sono stati un gran ché, ma il divertimento tanto.

SAN PIETRO? AH NO, FAME!

Ripercorso il sentiero che ci porta all’auto ci dirigiamo verso la chiesa di San Pietro.

Sono le 12:00 un cartello attira la nostra attenzione: ristorante Il Golgo.

L’auto devia dal percorso e si dirige verso il ristorante, la fame vince sempre.

Arrivati al ristorante scopriamo che apre alle 12:30, attendiamo in una veranda esterna con della buonissima acqua a farci compagnia.

Dopo la calda attesa entriamo nel ristorante e ordiniamo un buon menù tipico sardo.

Per Valentino e i suoi amici, ravioli ricotta e spinaci.

L’istante dopo Valentino manda i primi segnali di cedimento. Uniamo due sedie e creiamo il collaudato lettino di fortuna, nell’attesa che lui si svegli finiamo il pranzo e ci facciamo quattro chiacchiere da bar.

SAN PIETRO, UN EROE MARVEL

Finalmente arriviamo alla chiesetta di San Pietro. Qui il paesaggio è un misto tra savana africana e Far West.

Ingresso Chiesa San Pietro (Golgo)

Proprio per questo in passato il Golgo è stato usato come scenografia per alcune parti di spaghetti western.

La chiesetta tutta bianca, contrasta intensamente con il paesaggio circostante.

Vi ricordate del drago che dimorava nelle profondità di Su Sterru? Bene, la chiesetta, risalente al 1600, fu dedicata proprio a San Pietro per aver ucciso il drago che viveva nella voragine.

Giusto il tempo di tirare la corda per far suonare la piccola campana sul piccolo campanile, che è già ora di tornare.

PAURA DEGLI ASINI

Scendiamo dall’altopiano e torniamo al nostro alloggio.

Di questa avventura ci rimarrà la vastità degli spazi, cosa ormai rara in Italia. Ne sono rimasti ben pochi così incontaminati dall’uomo.

Con la speranza che non ci costruiscano in mezzo una tangenziale, ci auguriamo che Valentino in futuro quando guarderà il Golgo, potrà rivederlo con gli occhi di oggi bambino, riempiendolo così di bei ricordi.

Si ricorderà anche che degli asini non bisogna aver paura.