Il Brithday Tour del Nonno Guly
NONNO BIRTHDAY TOUR
TANTI AUGURI NONNO

Nonno Guglielmo compie gli anni e come di consueto si organizza una gita di famiglia. All’oscuro del capo famiglia, zia Simona prende dei biglietti aerei per il weekend. Destinazione BARI.

A CAVALLO DI UN TROLLEY

Ormai Valentino ha quasi due anni e ci siamo imposti di utilizzare il passeggino il meno possibile, per questo motivo decidiamo di partire senza portarlo con noi. Sarà un buon modo per allenare la sua camminata.

Ma arrivati in aeroporto non ne vuole proprio sapere di camminare, allora che fare? Lo si carica seduto sul trolley. E la cosa sembra piacergli molto, finge di essere a cavallo di una moto.

AEREO DEI POMPIERI

Non è la prima volta che Valentino prende l’aereo, e nonostante l’euforia del viaggio si addormenta sempre subito dopo il decollo.

Questa volta optiamo per un sedile in più da utilizzare a mo’ di letto.

Nonostante il posto in più durante il decollo ci fanno tenere in braccio Valentino con la cintura ausiliaria perché troppo piccolo per rimanere seduto.

Vabbè, il viaggio prosegue nella norma, se non fosse per la nonna che ha la brillante idea di comprare un regalino a Valentino.

Per chi ci segue avrà alla memoria sicuramente il camioncino dei pompieri del Vale, infernale aggeggio che ha copiosamente accompagnato la nostra avventura per le 5 terre (Leggi l’articolo).

Bene, la nonna Baby ha comprato la versione aereo di tale camioncino, per la gioia dei nostri apparati uditivi.

MANGIARE IN UNA GROTTA

Dopo aver atteso non poco il nostro mini van a noleggio ci dirigiamo, all’oscuro del nonno, verso Polignano a Mare.

La prima meta è la Grotta Palazzese, uno dei ristoranti più belli del mondo.

Dopo aver percorso le stupende vie storiche di Polignano, arriviamo all’ingresso del ristorante.

Nonno Guly finalmente fa un sospiro di sollievo, l’abbiamo torturato fino all’ultimo dicendogli che ci saremmo fermati in Autogrill a mangiare. E per una buona forchetta come lui…

Il responsabile all’ingresso ci invita a scendere per un’angusta scala. Il primo impatto non è dei migliori, pare di scendere in cantina di un qualsiasi condominio di periferia. Ma una volta fatto l’ultimo scalino, l’effetto wow è garantito.

Alziamo la testa e vediamo questo roccione che sembra caderti addosso da un momento all’altro.

Proseguiamo per una stretta passerella tra mare e roccia fino alla sala principale, sempre se possiamo definirla sala.

Valentino è a bocca aperta e pure noi.

La grotta è immensa e tutti i tavolini apparecchiati di fino tolgono quell’effetto caverna che dovrebbe spettargli. Non solo abbiamo il mare di fronte a noi ma l’abbiamo pure sotto.

Difficile da descrivere… è un po’ come se una grotta poggiasse su un’altra grotta.

Il pranzo è di livello e verso il dolce comincia a piovere. La roccia che ci accoglie crea delle vere e proprie cascatelle che cadono in mare, qualcosa di meraviglioso.

Finito l’ottimo pranzo, ci facciamo prestare degli ombrelli e andiamo a recuperare il van.

Un’ultima cosa sulla Grotta Palazzese: essendo un locale più per coppie che per famiglie i bambini sono ammessi solo a mezzogiorno o la sera durante il primo turno.

MATERA, TANTE SCALE E POCA AGILITÀ 

Dopo aver sconfinato dalla Puglia alla Basilicata, immersi in paesaggi dal sapore infinito arriviamo a Matera, una Matera blindata dal cast di 007.

Ebbene sì, scopriamo che stanno girando l’ultimo capitolo di James Bond, e siamo impossibilitati a muoverci autonomamente verso l’albergo con il nostro mezzo.

Optiamo per un transfer.

Dalla Matera moderna entriamo in quella storica, guardando fuori dal finestrino, nonostante la pioggerella che non cessa, rimaniamo incantati dai colori della pietra che forma le abitazioni.

Qui le scale abbondano, fortuna non abbiamo preso il passeggino, sarebbe stato un peso inutile.

Il pacco è che Valentino non è ancora molto agile con le scale, dovremo aiutarlo noi ad affrontarle.

DORMIRE IN UNA GROTTA

Arriviamo al nostro albergo (Aquatio Cave Luxury Hotel & SPA), l’ingresso non ci sembra nulla di che, ma una volta entrati capiamo di non essere in un hotel qualunque.

Sembra di stare in un formicaio.

Muovendosi all’interno la situazione diventa quasi labirintica, la cosa gasa molto Valentino.

Troviamo un grande pozzo d’acqua, la receptionist ci dice che è una cisterna di raccolta dell’acqua piovana, clicca un interruttore e sotto i nostri piedi in un canalino scavato nella roccia, riparato dal vetro, vediamo passare dell’acqua che va a finire all’interno della cisterna.

Il concierge viene a prenderci per portarci nella nostra stanza.

E qui arriva la seconda particolarità dell’hotel, è un albergo diffuso, ciò vuol dire che le camere si trovano per le vie della parte storica.

Di Matera si vede solo il 30% dell’abitato, il restante è letteralmente scavato all’interno della roccia.

Questo vale anche per la nostra camera d’albergo, dopo aver aperto una piccola porta ci ritroviamo in una grande stanza scavata a mano. Abbiamo persino la nostra personale cisterna d’acqua.

L’arredamento senza angoli crea armonia con le naturali rotondità della roccia.

Solo un piccolo difetto, essendo pietra viva l’umidità abbonda.

007

Docciati si esce per una passeggiata tra i sassi di Matera.

Ad ogni angolo c’è sempre qualcosa da vedere, ma Vale ha occhi solo per una cosa… L’Ape!

Proviamo a prenotarne una di quelle che fanno il tour guidato, ma nulla, sono tutte prenotate per l’intera giornata.

Con grande delusione del Vale proseguiamo a piedi.

La produzione di 007 è ovunque.

Non è raro imbattersi in strani mezzi per le riprese del film, addirittura durante la nostra passeggiata ci ritroviamo nel bel mezzo delle riprese di una scena.

Non riusciamo a vedere nulla, un po’ per la calca di persone e un po’ perché la produzione ha ficcato un furgone come fosse una paratia per non far vedere nulla.

Sentiamo solo il rombo di una moto che sgomma in una delle tante piazzette di Matera.

NUOTIAMO IN UNA GROTTA

Dopo un aperitivo si torna in albergo.

La struttura ha una piscina e una SPA, riusciamo a prenotarla in esclusiva.

La zona benessere è proibita ai minori, ma avendola prenotata solo per noi fanno un’eccezione, e Valentino può entrare a patto che utilizzi solo la piscina.

L’area benessere è spettacolare, anch’essa scavata nella roccia con giochi di luci che risaltano le varie aree della zona benessere.

Il divertimento è assicurato per Vale, tra bolle e cascatelle.

ALBEROBELLO

Dopo aver dormito una notte in una grotta, ci svegliamo di buon ora per dirigerci verso il terzo regalo per nonno Guly. Dalla Basilicata torniamo in Puglia e ci dirigiamo verso Alberobello.

Più ci avvicinavamo alla meta e più i trulli compaiono come funghi, tra l’altro la loro forma ricorda le case dei Puffi.

Troviamo parcheggio all’ingresso del paese, i turisti abbondano. Percorrendo le vie del paese ci rendiamo conto che di vita vera c’è poco o nulla. Ogni trullo è diventato un esercizio commerciale, dai bar ai souvenir (‘ciapapolver‘ come direbbe la bis nonna del Vale).

Se non fosse per l’estrema bellezza architettonica, non impazziremmo per tornarci. È un po’ come Venezia, nonostante sia diventata un grande parco divertimenti che strabocca di turismo, non si riesce mai a fare a meno di andarci.

COCCARO BEACH CLUB

Quarto regalo al nonno Guly, un tuffo nel mare. Prima di tornare a Matera decidiamo di pranzare in spiaggia al Coccaro Beach Club. Mega chiringuito da spiaggia con tanto d’altare sulla sabbia per funzioni e cerimonie.

Al posto dell’ombrellone si può scegliere di oziare sotto dei giganteschi gazebi con lettone matrimoniale. Optiamo per il gazebo. E optiamo per pranzare sotto il gazebo. Valentino si impadronisce del lettone e comincia a saltare come un matto fra nonno Guly e nonna Baby, sventolando un pericolosissimo menu in legno a forma di pesce.

E indovinate un po’ cosa sceglie lui come pietanza… Pesce!

Il cameriere che si è avvicinato al nostro letto matrimoniale per prendere le ordinazioni porta un’auricolare stile bodyguard, come se l’orinazione fosse un affare di stato. Dopo una ventina di minuti arriva un gigantesco vassoio, anch’esso in legno, pieno di cibo. Il cameriere lo adagia sul lettone matrimoniale.

Tutto molto bello, mare, letto, cibo. Ma… 

Avete mai provato a mangiare del pesce intriso d’olio condito da una copiosa brezza che arriva dal mare stando sdraiati?

Aggiungeteci anche un bambino di neanche 2 anni che cerca di tenere ben salda una forchetta, e nonostante tutto l’impegno del mondo, qualche forchettata poco salda capita.

Da un pranzo paradisiaco si è trasformato nel primo girone dell’inferno dantesco.

Ma a parte questo, quando ci ricapita di mangiare come gli antichi romani?

MATERA IN APE

Finalmente è giunta l’ora del giro in Ape tanto agognato da Valentino.

Aspettiamo il calessino fuori l’albergo, Vale appena lo nota grida a gran voce il suo nome ‘APE Vieni!’.

Non sta più nella pelle, si siede subito alla guida e imita il rumore.

Dopo averlo fatto giocare un po’ si siede dietro e comincia il tour.

Inaspettatamente, nonostante avessimo scelto il Calessino per far contento il Vale, il giro in Ape ci piace molto.

La ragazza che ci accompagna è un ottima guida.

Non staremo a raccontare tutto quello che ci ha descritto, anche perché non vorremo fare degli spoiler. Ma una cosa di certo ci è rimasta impressa.

A parte il fatto che Matera è considerata la terza città più antica al mondo (il primo insediamento risale a circa diecimila anni fa). Negli anni ’50 i Sassi di Matera venivano definiti la vergogna d’Italia. A causa di un forte aumento demografico, la città era letteralmente al collasso. L’assenza di fogne creò una situazione igienico sanitaria ai limiti della sopravvivenza. De Gaspari, l’allora primo ministro, la fece evacuare spostando gli abitanti nella ‘Nuova Matera’. Le vecchie abitazioni diventarono di proprietà del Demanio e rimasero disabitate per circa 30 anni, fino al 1992 quando ci fu la svolta: Matera da vergogna nazionale divenne patrimonio dell’Unesco.

Siamo alla fine del Tour in Ape e possiamo dire anche della nostra mini vacanza.

MATERA, TANTE SCALE E TANTA AGILITÀ 

Se a ogni avventura fatta Valentino impara qualcosa, in questa possiamo dire che ha imparato a fare le scale.

È stato veramente emozionante vedere come in due giorni sia riuscito a prendere fiducia ed equilibrio nell’affrontare tutte le scale incontrate a Matera.

Naturalmente la fiducia più grande l’abbiamo dovuta dare noi genitori, sempre un po’ impauriti che potesse cascare da un momento all’altro. Il nostro intento come genitori non è rendergli la vita comoda, ma insegnargli ad affrontarla.

Tanti auguri nonno Guly e grazie a tutta la nostra famiglia per aiutarci ogni giorno ad affrontare la vita scalino dopo scalino.