Dimmi come mangi e ti dirò chi sei

Non è solo questione di buono stile di vita, il mangiar bene per me è un valore, di quelli con la V maiuscola. Vengo da una famiglia in cui il cibo è da generazioni il perno a cui ruota attorno la routine domestica. Intendiamoci le donne della mia famiglia hanno sempre lavorato e non si occupavano esclusivamente delle faccende di casa. Cucinare per loro era un’arte, una passione, un modo per prendersi cura dei loro cari. Io sono troppo giovane, ma mio fratello di 18 anni in più di me ricorda ancora come se fosse ieri le domeniche dai nonni in cui più che essere a un pranzo di famiglia sembrava la finale di Masterchef. Eh sì perché se c’è una dote che devo riconoscere alla nonna e alla mamma è proprio quella culinaria. Avete presente quelle persone che aprendo il frigorifero e trovandoci dentro solo due ingredienti sanno crearvi un piatto spettacolare? Ecco quelle sono loro. O almeno lo erano, prima che la nonna venisse a mancare. Da quel giorno la mamma ha continuato a cucinare i suoi buonissimi piatti ma senza un ingrediente fondamentale: la gioia. Cucinare era diventato un dovere coniugale… 

Sfortunatamente io non ho ereditato la loro abilità però nel corso del tempo ho osservato, ho studiato, ho sperimentato, mi sono arrangiata e giorno dopo giorno, anno dopo anno ho collezionato tanti successi e tanti fallimenti. Per me cucinare era una questione scientifica, tecnica, di bilanciamento delle componenti e conoscenza delle materie prime. Un po’ imbranata e poco pratica come sono, la cucina era la mia palestra quotidiana. Era una sfida fra me e tutti quei libri di grandi chef stellati che mi leggevo ogni sera. Chiaro, non sarei mai riuscita a realizzare quei piatti da 100€ l’uno, però dovevo avvicinarmi a un buon compromesso. 

La grande svolta è arrivata quando è nato mio figlio Valentino. Da quel giorno il mio rapporto con la cucina è cambiato. Creare un piatto è diventato un atto di responsabilità, un fatto etico.  A maggior ragione avendo scelto di seguire la strada dell’autosvezzamento. Ogni scelta portata in tavola era fonte di una ricerca, del buono e del sano. Impresa piuttosto difficile dovendo soddisfare gusti ed esigenze di tre persone diverse. Soprattutto per papà Giuliano, abituato a una cucina casalinga, dove il menù settimanale si ripete costantemente da qualche decennio e basata su sapori particolarmente salati o dolci. 

Dunque come fare per sopravvivere in questa giungla di preferenze senza impazzire? Ho cercato la soluzione nel mezzo, adottando alcuni principi della dieta vegana e macrobiotica, riadattandoli alle nostre tradizioni locali. Non sono vegana, né vegetariana, sostengo però un consumo ridotto di proteine animali, zuccheri e prodotti industriali e privilegio materie prime di qualità, il più possibile bio e km0. Da qui nasce la mia idea di cucina con un obiettivo in più, condividere questi momenti con mio figlio, educandolo ai buoni sapori e alle buone pratiche, in modo attivo e coinvolgente. In questa nuova rubrica del blog “Gioco&Cucino” troverete non solo delle ricette per tutta la famiglia ma anche proposte pratiche per crearle insieme ai vostri figli. Non sono una chef, una nutrizionista e nemmeno un’educatrice. Sono soltanto una mamma che desidera condividere con tutti voi questo percorso. 😊